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Apicoltura

Quanto vive un'ape?

Normalmente non più di 30/40 giorni, soltanto in inverno le api operaie vivono fino a 180 giorni

Come comunicano fra di loro le api?

La comunicazione tra le operaie bottinatrici si realizza mediante un comportamento chiamato danza dell'ape. Mediante questo ballo, le operaie che stanno in giro ed incontrano una fonte di alimento comunicano alle altre la direzione e la distanza della fonte rispetto alla colonia alla quale appartengono.

Quante api ci sono in un'arnia?

Ogni alveare contiene da 30.000 a 80.000 individui che nella maggior parte sono api operaie: raccoglitrici di nettare, di polline, di propoli, di acqua...

Ci sono sempre state le api?

Le api ci sono da quando esiste l'uomo anche se le loro tracce sono meno visibili vista la consistenza del miele, ma grandi autori ci parlano di loro come Plinio il Vecchio che le cita con ammirazione per la loro laboriosità.Essendo il miele nell'antichità l'unica fonte di zucchero, l'ape, sua produttrice, era tenuta in alta considerazione.Nella mitologia greca sono considerate messaggere delle muse per la loro sensibilità ai suoni.

Cos'è il canto della regina?

Il canto è prodotto dal moto del volo senza il movimento delle ali. L'energia della vibrazione risuona nel torace. Il canto è un sol diesis o un la naturale. La regina adulta emette il richiamo per una pulsazione di due secondi seguita da una serie di suoni di un quarto di secondo.

Dove conservare il vasetto di miele?

potresti tenerlo in luogo fresco, asciutto, protetto dai raggi solari diretti e con scarse escursioni termiche.

Perchè il miele non è tutto liquido?

Il miele naturale tende a cristallizzare (solidificare), quindi lo troverai allo stato liquido solamente se appena raccolto o se appartenente a varietà come quelle di acacia e castagno, che non cristallizzano nei tempi di consumo.

Tartuficoltura

Cos'è il tartufo?

Al genere Tuber appartengono diverse specie di funghi ipogei comunemente chiamati tartufi, appartenenti alla famiglia Tuberacee. I tartufi hanno corpo fruttifero ipogeo, ovvero sotterraneo, e crescono spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi o arbusti.

Che origini ha il suo nome?

Da terra tufide e nei dialettali tartùfola, trìfula, tréffla, trìfola. il termine tartufo cominciò a diffondersi in Italia nel Seicento, ma nel frattempo la dizione volgare era già emigrata in altri paesi d’Europa assumendo varie dizioni: truffe in Francia, Trüffel in Germania, truffle in Inghilterra.

La sua storia?

Giovenale, spiegò che l'origine del prezioso fungo, a quell'epoca chiamato "tuber terrae", si deve ad un fulmine scagliato da Giove in prossimità di una quercia. I tartufi del Monferrato, prima dell'annessione al Regno del Piemonte, erano destinati alla corte mantovana dei Gonzaga.

Dove si trova il tartufo?

Alla base delle piante, fra le radici di querce, pioppi, tigli, noccioli, salici dove l'uomo non interviene con lavorazioni e diserbanti.

Come trovarlo?

Da noi si è consolidata l'abitudine di cercarlo con i cani, bastardini ben addestrati o lagotti romagnoli, ma qualcuno l'ha trovato utilizzando un pastore tedesco. In Francia alcuni utilizzano ancora i maiali perfettamente addestrati. Dipende dal fiuto dell'animale.

Quali tipi di tartufi?

I principali presenti in Italia sono:
Tartufo bianco pregiato,Tuber Magnatum Pico, Tartufo nero pregiato, Tuber Melanosporum, Tartufo moscato, Tuber Brumale
Tartufo nero estivo, Tuber Aestivum o Scorzone, Tartufo uncinato, Tuber Uncinatum, Tartufo nero invernale, Tuber Brumale
Tartufo bianchetto o Marzolino, Tuber Borchii, Tartufo nero liscio, Tuber Macrosporum

Si può coltivare?

Sono stati fatti molti esperimenti in merito da privati e università, ma non sempre i risultati sono stati positivi. Si stanno riscontrando piantagioni di nero e sembra l'unico tartufo coltivabile con continuità, in Francia è da anni che lo fanno.

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